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17 septembre

IMQ

Chi non ricorda quella vecchia pubblicità, con un cane, due bambini e tanti elettrodomestici, dove veniva insegnato a fidarsi di una sola attestazione di qualità? Era una pubblicità simpatica, fatta per colpire anche i più giovani e non solo i diretti interessati.

Al di là della nota nostalgica, mi ritrovo anche oggi a scrivere sulla questione Grillo. Ed invero è particolare come questa persona, con pochi giorni di agire sociale particolarmente roboante, sia riuscito a riaccendere la mia voglia di scrivere e parlare.
E' di ieri sera la notizia che presterà "il proprio marchio di certificazione morale" alle liste civiche dei cittadini (che poi avranno autonomia) per le elezioni amministrative: un'ottima idea, si potrebbe dire, visto che le liste civiche sono permesse nel nostro ordinamento come "manifestazione del pensiero nell'agire collettivo", e che esse rappresentano movimenti che meglio rappresentano, forse, gli abitanti di una determinata zona politico-amministrativa.
Eppure, ci sono svariate sciocchezze in questa idea maggiormente rappresentate dalla stessa "idiozia" di un marchio di qualità morale per dette liste (e che marchio: la stessa faccia di Grillo; alla faccia del personalismo) quando, gira che ti rigira, un sindaco, un assessore o un qualunque membro di vertice degli enti locali prima che un "brav'uomo" (nozione inflazionata e scarsamente definibile, visto che il giusnaturalismo si presta a giustificare tutto e nulla) deve essere un bravo amministratore, conscio non solo della volontà della gente ma anche di quelle esigenze che essa non sa di avere.
Facciamo un esempio semplice: gli inceneritori. Un problema tremendo che le stesse giunte faticano a risolvere per la paura di contraccolpi elettorali. La lista civica che si presentò a Modena non molto tempo fa si opponeva fermamente, denunciando la pericolosità dell'impianto e dicendo che i rifiuti potevano essere "stockati" altrove, per esempio in Germania. L'attuale sindaco (e l'attuale presidente di Provincia), che vinsero le elezioni di un pelo e solo perchè qui in Emilia-Romagna ci siamo intestarditi su un'unica compagine politica (senza lamentarci però di come veniamo governati...si veda l'esempio di altre regioni che, governate dallo stesso partito da 30 anni, lamentano le carenze amministrative), fecero l'inceneritore consentendo una diminuzione radicale delle spese per i rifiuti dell'intera zona di copertura (che in parte prende anche Parma), dando luogo a una non ininfluente riduzione dell'addizionale IRPEF. Ora, ditemi, una lista civica, mancante di amministratori qualificati, potrebbe fare una cosa simile? Avrebbe le competenze (e l'onestà intellettuale, che viene ben prima di quella morale nell'agire della politica) per fare una cosa diversa da quella prospettata ai cittadini, o presentarsi ancora prima con un programma contrario alla "cura del proprio giardino"? Scusatemi se ne dubito.

L'ultima cosa che mi fa indignare, devo dire, è la miopia dello stesso Grillo: lamenta la immoralità della classe politica, ma anche tanti altri difetti della stessa politica italiana. Chiama in causa De Gasperi e altri Padri della Repubblica (anche questo, termine inflazionato) sventolando forme di democrazia diretta come se nessuno avesse mai visto i rischi (enormi) che comportano, prima delle storture (che la democrazia indiretta ha, non va negato), dimenticando che siamo tutti frutto dello stesso ambiente sociale.
Mastella, Fassino, D'Alema, Fini, Casini, Bossi, Berlusconi...tutti italiani. Tutta gente che capta l'indirizzo sociale e morale italiano. Ed allora, forse, prima che di distacco della gente dalla politica (che esiste nella misura in cui continua a parlarsene...altro argomento di discussione), bisognerebbe parlare della gente stessa, che pur di avere qualcosa contro cui andare non riconosce nemmeno sè medesima.

Sempre meglio.
Sulla strada dell'oltre sè nel prima di sè

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