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17 septembre IMQChi non ricorda quella vecchia pubblicità, con un cane, due bambini e tanti elettrodomestici, dove veniva insegnato a fidarsi di una sola attestazione di qualità? Era una pubblicità simpatica, fatta per colpire anche i più giovani e non solo i diretti interessati. Al di là della nota nostalgica, mi ritrovo anche oggi a scrivere sulla questione Grillo. Ed invero è particolare come questa persona, con pochi giorni di agire sociale particolarmente roboante, sia riuscito a riaccendere la mia voglia di scrivere e parlare. E' di ieri sera la notizia che presterà "il proprio marchio di certificazione morale" alle liste civiche dei cittadini (che poi avranno autonomia) per le elezioni amministrative: un'ottima idea, si potrebbe dire, visto che le liste civiche sono permesse nel nostro ordinamento come "manifestazione del pensiero nell'agire collettivo", e che esse rappresentano movimenti che meglio rappresentano, forse, gli abitanti di una determinata zona politico-amministrativa. Eppure, ci sono svariate sciocchezze in questa idea maggiormente rappresentate dalla stessa "idiozia" di un marchio di qualità morale per dette liste (e che marchio: la stessa faccia di Grillo; alla faccia del personalismo) quando, gira che ti rigira, un sindaco, un assessore o un qualunque membro di vertice degli enti locali prima che un "brav'uomo" (nozione inflazionata e scarsamente definibile, visto che il giusnaturalismo si presta a giustificare tutto e nulla) deve essere un bravo amministratore, conscio non solo della volontà della gente ma anche di quelle esigenze che essa non sa di avere. Facciamo un esempio semplice: gli inceneritori. Un problema tremendo che le stesse giunte faticano a risolvere per la paura di contraccolpi elettorali. La lista civica che si presentò a Modena non molto tempo fa si opponeva fermamente, denunciando la pericolosità dell'impianto e dicendo che i rifiuti potevano essere "stockati" altrove, per esempio in Germania. L'attuale sindaco (e l'attuale presidente di Provincia), che vinsero le elezioni di un pelo e solo perchè qui in Emilia-Romagna ci siamo intestarditi su un'unica compagine politica (senza lamentarci però di come veniamo governati...si veda l'esempio di altre regioni che, governate dallo stesso partito da 30 anni, lamentano le carenze amministrative), fecero l'inceneritore consentendo una diminuzione radicale delle spese per i rifiuti dell'intera zona di copertura (che in parte prende anche Parma), dando luogo a una non ininfluente riduzione dell'addizionale IRPEF. Ora, ditemi, una lista civica, mancante di amministratori qualificati, potrebbe fare una cosa simile? Avrebbe le competenze (e l'onestà intellettuale, che viene ben prima di quella morale nell'agire della politica) per fare una cosa diversa da quella prospettata ai cittadini, o presentarsi ancora prima con un programma contrario alla "cura del proprio giardino"? Scusatemi se ne dubito. L'ultima cosa che mi fa indignare, devo dire, è la miopia dello stesso Grillo: lamenta la immoralità della classe politica, ma anche tanti altri difetti della stessa politica italiana. Chiama in causa De Gasperi e altri Padri della Repubblica (anche questo, termine inflazionato) sventolando forme di democrazia diretta come se nessuno avesse mai visto i rischi (enormi) che comportano, prima delle storture (che la democrazia indiretta ha, non va negato), dimenticando che siamo tutti frutto dello stesso ambiente sociale. Mastella, Fassino, D'Alema, Fini, Casini, Bossi, Berlusconi...tutti italiani. Tutta gente che capta l'indirizzo sociale e morale italiano. Ed allora, forse, prima che di distacco della gente dalla politica (che esiste nella misura in cui continua a parlarsene...altro argomento di discussione), bisognerebbe parlare della gente stessa, che pur di avere qualcosa contro cui andare non riconosce nemmeno sè medesima. Sempre meglio. Sulla strada dell'oltre sè nel prima di sè 6 novembre Not Brave, Old WorldL'ultimo fine settimana è stato pieno di avvenimenti di una certa rilevanza politica, è palese a tutti, e proprio da essi la mia "vena giornalistica" ha ripreso vita: passerò però solo a volo d'uccello sui due che oggi maggiormente interessano i quotidiani (la sentenza di morte per Saddam Hussein e le mid-term USA) per sottolineare altro. Quanto al primo argomento, i rilievi sono pochi e scarni: come molti avevano sottolineato, un tribunale in loco per crimini sicuramente internazionali (ravvisabili direi: genocidio, crimini contro l'umanità) non poteva che portare ad una soluzione "violenta" come comminare la pena di morte, che essa poi venga commutata in ergastolo o meno. Sarebbe stato più "equa" una Corte Internazionale (come quella dell'Aja...anche se dubito l'Iraq abbia aderito allo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale...), anche se verosimilmente avrebbe scontentato proprio gli iraqueni con il suo approccio più giuspositivista (se si può dire di una Corte Internazionale...) che giusnaturalista (se si può dire di un tribunale penale...). Anche il secondo punto è presto detto: è una evento importante quello del possibile cambio di tendenza nell'organo legislativo dell'"unica" potenza rimasta del dopo-muro, tanto più dopo che l'amministrazione Bush e la dottrina Neo-con hanno così bene dipanato i propri effetti. Senza discutere se la sentenza di cui sopra sia collegata o meno all'avvicinarsi delle elezioni, se aiuterà l'attuale maggioranza e quant'altro, certo è che si tratta di un effetto sorpresa abbastanza forte. Ed ecco il cuore dell'intervento: come riportavo nell'intervento del 21 Marzo 2006, "Quante cose", qualcuno tra i più attenti "analisti" aveva segnalato come l'Italia avesse avuto in buona dose un ruolo di "campanello di allarme" per il resto del mondo lungo la storia dell'ultimo secolo. Di nuovo, l'Italia, mi pare, ha svolto questa funzione. Tra l'attuale campagna elettorale USA e quella scorsa italiana, probabilmente con egocentrismo nazionale, noto delle somiglianze, non nei toni della politica, ma negli eventi e nelle persone: unghiate finali, "pietre migliari" dell'ultimo momento, attacchi frontali nonostante gli scandali, forte, fortissimo tentativo di autolegittimazione morale al di là dei possibili (e per Dio, normali) fallimenti, campagne stampa contro la maggioranza parlamentare in virtù di una particolare "sottoposizione" all'esecutivo (in USA anche più pericolosa, visto il potere già forte dell'organo di vertice amministrativo). Tutti elementi che, nemmeno a grandi linee, noi italiani abbiamo già visto, al di là dell'opinione di giustezza o falsità che si possa avere a riguardo. E quindi? E quindi stiamo a vedere. Ci sarà un appello per Saddam Hussein (perchè tutti dicono solo Saddam? E' il suo nome proprio, non il cognome...educazione vorrebbe non chiamarlo così senza conoscerlo personalmente) e uno scrutinio elettorale definitivo, che risponderanno alle singole domande. Non di meno, in un clima simile, dove l'antipolitica si fa comunque politica e pretende di avere maggior legittimità morale, tutto quello che rimane ai veri politici (e ce ne sono anche tra i Repubblicani in USA come nella CdL in Italia...e di ottima scuola, anche se di idee diverse dalle mie) sono gli atti di erismo parlamentare e non eroismo mediatico. Purtroppo (e voglia Mustafà Mond scusarmi, come pure Aldous Huxley, se cambio il tempo verbale) "in una società conveniente mente organizzata come la nostra dovrebbe essere nessuno dovrebbe compiere atti di eroismo" 28 septembre Childhood's End"Che stupidaggine" Sarebbe lecito che alla fine del primo paragrafo di questo intervento, i lettori, non conoscendomi, pensassero una cosa simile: il punto di partenza sarà infatti frivolo, per poi dipanarsi in una - modesta - riflessione a mio parere ben più profonda sul valore della televisione, pubblica o privata che sia, in particolare nei confronti dei più "piccoli". Ma da cosa voglio partire oggi? Da una constatazione: dopo 7 anni di assenza, Mediaset ha deciso, da un mese a questa parte, di trasmettere l'ultima stagione di un Anime (confido bene o male sappiano tutti che si tratta dei "cartoni animati" giapponesi, per semplificare) molto apprezzato, anche in virtù della raffinatezza dei disegni: Cardcaptor Sakura, ovvero un classico - anche tra i manga - di un famoso studio artistico, quello delle Clamp. La serie, di cui i fans italiani pare aspettassero da molto la conclusione (già pronta nel 1999) è ora in onda su Italia 1, sotto il nome di "Sakura, la partita non è finita", ed è prossima alla conclusione: difatti, Lunedì a rigor di logica avrebbe dovuto esserci l'ultima puntata. Purtroppo, il palinsesto Mediaset da lunedì prevede una nuova serie, qualcosa che ricorda i Transformers (altro anime, del tipo "robottoni alieni"). La serie, quindi, rimarrà incompiuta, lasciando in sospeso l'ultima puntata, proprio quella che avrebbe dovuto giustificare il lungometraggio (Cardcaptor Sakura: The Sealed Card) che il pubblico italiano invoca a gran voce (o almeno, lo fanno gli interessati). La domanda che mi sorge è: perchè questa scelta? Mediaset è "all'avanguardia", a prima vista, nella trasmissione di Anime, seguita da MTV che invece si è specializzata nella trasmissione di serie più "concentrate" (Cowboy Bebop, Neon Genesis Evangelion e da ultimo Full Metal Alchemist) fortemente attese e creanti un primo fenomeno di otaku (semplificando ancora, i nerd giapponesi) in Italia. La Rai, nemmeno a dirlo, è segregata su posizioni arcaiche, trasmettendo qualcosa solo la mattina, per altro serie scadenti copie di copie di ben più famosi filoni (mi riferisco alle recenti Pretty Cure che ricordano Sailor Moon per i più esperti). Ma non è tutto oro quel che luccica. Mediaset è famosa, tra gli "esperti" (non denigrateli: sono si degli "asociali" secondo un luogo comune, ma hanno una percezione dei moti sociali molto intuitiva e stimolante), per l'attività censoria e selettiva sulle serie: a fronte del "wide open" rispetto alle serie americane, di cui poi viene chiesta la censura (si vedano i Griffin, o South Park) per i contenuti "forti", nonchè del totale rigetto dell'animazione made in Italy perchè, sicuramente, meno coagulante di pubblico, sulle serie Anime persegue una politica di traduzione e messa in onda solo di quelle aventi successo "in patria" o in altri sistemi più simili al nostro (leggasi: UK e USA); una cosa certo sensata, poichè essendo una impresa privata alla cerca di profitti (come è giusto che sia) ha interesse solo a serie "di successo", e non ad una sorta di animazione d'essay in Italia impossibile, vista la resistenza culturale ad ammettere che anche i "cartoni animati" (ed aggiungo i fumetti) possano avere un valore artistico/pedagogico e soprattutto una target diverso da quello infantile/adolescenziale; una cosa che però non giustifica le pesanti censure spesso apportate non solo alle puntate (si pensi a Lamù la mattina) o, peggio, ai dialoghi (Slayers, in Italia meglio noto come "Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo", è stato completamente stravolto nel senso dei dialoghi, eliminando riferimenti a morte, sangue e, udite udite, mestruo). Si aggiunga la pratica di "tagliare le serie" (di cui sopra per Cardcaptor Sakura) lasciando i fan a bocca aperta. Certo, per Mediaset, la Rai ed MTV (che però non sottostà completamente alla succesiva critica) le serie sono del tutto fungibili...allora perchè tagliare, visto e considerato che non esistono "limiti inderogabili" ma solo possibili vincoli di sospensione, causa eventi di particolare rilievo (le Olimpiadi, per dire) Finito il primo capoverso, passo al punto dolente: la resistenza culturale cui prima accennavo. In Giappone, e pare anche in America, viste le apertura in materia di Cartoon Network, all' Anime viene riconosciuta una maggiore importanza, un valore simbolico ed anche "sociale" di trattazione di temi che nessuno si scandalizza a veder rappresentati nei film (la sessualità, la morte, i cicli biologici, e non dimentichiamo "i dolori adolescenziali werther-style"). Nella "Vecchia" Europa, invece, una tale apertura non arriva, anzi le serie più all'avanguardia (tra tutte, Neon Genesis Evangelion), sono recluse in una rete chiaramente rivolta solo a giovani e giovanissimi, tra l'altro ad ora che non può dirsi "pienamente protetta" e con Disclaimer. Giustissimo, per carità di Dio, i piccolissimi devono essere protetti dalla visione di certe scene (Inuyasha, per dire, non si risparmia in fatto di sangue ed ammazzamenti) ma non dalla trattazione di certe tematiche in ambienti loro più confacenti. Ed ecco che torna l'esempio di Cardcaptor Sakura, dove il fratello della protagonista ha una chiara relazione più-che-amicizia con un altro ragazzo, che corrisponde i suoi sentimenti, ma che la versione italiana non ha omesso nelle scene (quasi impossibile) quanto nei dialoghi. Avvicinare un giovanissimo (ed ora parlo di inferiori di 10 anni, perchè fortunatamente già dall'età superiore si rompono le eccessive protezioni) ad un tema come quello dell'omosessualità, per rimanere nell'esempio, porterebbe non solo alla possibilità di meglio vivere la propria sessualità, ma anche di meglio tollerare/capire/essere indifferente alle scelte in materia altrui. Ed è una fandonia che per emulazione devierebbe la moralità (e la sessualità) del bambino. Quindi, alla fine del discorso articolato e spero comprensibile, mi chiedo: alla morte della TV pedagogica (bah) è seguita la nascita della TV bigotta e protezionista? 19 septembre Da grandi poteri......derivano grandi responsabilità. Ovvero, come la via giusta non fosse quella della Fallaci, ma quella di Peter Parker. Mettiamo in chiaro una cosa: il mio atteggiamento è decisamente tendente all'anticlericale. Si, come modo di approcciarsi al mondo è anacronistico, ma la mia educazione (ed il mio personale pensiero sulla religione) non possono che portarmi a questo, forse meglio definibile come "anticurialismo". Da qui partimo a parlare senza peli sulla lingua su ciò che è recentemente successo: il Papa, durante una conferenza a Ratisbona, ha citato un frase di un imperatore romano "insolente" per l'Islam che non corrispondeva al suo pensiero. Questo ha tenuto a sottolinearlo, e posso anche credere che sia vero (anche se tra le centinaia di citazioni possibili sull'Islam non capisco perchè sia andato a scegliere proprio una difforme dal suo modo di vedere); comunque, ciò che ha detto ha fatto breccia nel cuore tanto dei mussulmani radicali, quanto di quelli moderati che dei sempre più diffusi Teo-con e "cristiani militanti" (tra cui vediamo anche dei leghisti? cosa strana, ma non illogica, vista la storia del partito...ma sorvoliamo). Meglio: ha sollevato un vespaio che sembrava essersi in parte "calmato" ieri (come era calma la guerra fredda sia chiaro) con l'accettazione delle scusa/non scuse da parte almeno di quella parte dei mussulmani si Islamici ma più interessati ad altre questioni (vedi Hamas, la cui principale battaglia è nazionalista). Ma la Curia di Roma non può dimostrarsi debole, come intelligentemente dice Eymerich nei libri di Evangelisti: non avendo più un organo combattente diretto, nell'epoca dei media quale è il modo per non battere alla ritirata? Sottolineare come la polemica sia stata solo pretestuosa, come le affermazioni del Papa fossero giuste (e comunque difformi dal suo pensiero) e continuare con questo stupido gioco del "si mi scuso ma avevo ragione io" (di nuovo, sia chiaro, da ambo i lati). In mattinata, si aggiunge, che i principali giornali di "destra" italiani (ma la destra non aveva smesso di esistere in Italia a favore del centro destra? Mah, intanto i neo-nazi in Germania superano lo sbarramento e sono rappresentati nel parlamento di un Lander), oltre a difendere a spada tratta il diritto di espressione del Papa, osannano la "Via di Oriana", ossia la Fallaci dell'ultimo periodo, quella che per la propria storia personale aveva sviluppato un concetto (sottolineo: a mio parere) distorto dello scontro di civiltà, esasperato al punto da avere connotazioni apocalittiche. Ed il gioco "comunque, avevo ragione io" continua. Ma la tesi da dimostrare con questo scarno testo non era che nel mondo moderno nessuno ammette le proprie colpe, tanto meno fa marcia indietro. Ora, sono perfettamente d'accordo che chiunque ha libertà di espressione senza alcun vincolo privato. Sono anche d'accordo che la Chiesa possa difendere le proprie ragioni con i mezzi di stampa, di pubblicità e tutto il resto. Ma sottolineo, da un maggiore potere deriva una maggiore responsabilità. Perchè, se perfettamente tutti sanno che parte degli interlocutori di questa faccenda sono degli attaccabrighe, nessuno si è posto il problema iniziale di evitare di accendere un incendio, e far collimare la propria idea con la responsabilità civile che riveste? 6 juillet La scala orizzontaleNon so se, a chi legge, è capitato di vedere TRL su MTV di recente...nemmeno so, a dire il vero, se chi legge vi ha assistito per puro caso o per "assidua frequentazione". Comunque, in questi giorni ho avuto questa infausta occasione, ossia quella, durante la preparazione del pranzo e della cena (riti assai catartici, come tutti quelli legati alla gestione "casalinga" potendolo fari come diversione "utile" dallo studio) di assistere a puntate direi in replica. Normalmente, ho liquidato la classifica come "brutta" (per non apprezzamento della musica) ed il fenomeno come "a me particolarmente lontano" (i bagni di folla...bah!), perciò mi sono spesso limitato solo ad ascoltare una frase qua e là intento nei miei preparativi. Ma tra ieri e oggi ho voluto stare più attento, soprattutto ad alcuni testi, video ed interviste. Quello che mi ha colpito è stata la mancanza di buon senso tipicamente "demagogica", e sia chiaro, non intendo con questo "giovanile". Sono stato anche io un afficionado di MTV e, ancora prima TMC2. Apprezzavo la musica, allora, ma soprattutto la verve dei VJ, non nego (ancora Robby Gentile e La Lucia di Coloradio nel cuore): perciò, per quanto ora mi metta in cattedra, sicuramente non sono stato sempre esente da critiche...ma, ma, è col senno di poi che si notano le cose, anche se in modo ipocrita. Ma torniamo al punto. Ho ascoltato con attenzione l'attesissimo duello Finley vs Mondomarcio, che mi ha anche non poco deluso (possibile che l'originalità sia morta? Sono copie di fenomeni di incassi d'oltreoceano dotati della "conoscenza della lingua"), analizzato il testo con un minimo di cervello, e poi deciso di suicidarmi con l'intervista. Alla domanda "ti senti di rappresentare una generazione che non ne può più di questi insegnanti e politici che vogliono insegnare" il rapper nostrano (ARGHHHHH!) ha risposto con uno "stilosissimo" uno-due a tre dita che non bisogna insegnare ma far ragionare. Evidentemente il soggetto in questione SA ragionare (soprattutto la sua produzione è particolarmente brava a ragionare sul suo possibile target e marketing, viste le folle di ragazzette e ragazzetti urlanti), peccato che nel suo rifiuto dell'insegnamento non ha strumenti idonei a farlo arrivare oltre l'uno-due. Frase banale, scontata, sociologicamente ed empiricamente errata. Naturalmente in barba a coloro che insegnano non per puro "gusto di prevaricazione" (non mi convincerete mai che anche il più rigido e stronzo insegnante vive solo di questo) ma rispondendo ad un valore, un principio, per non dire, cazzo, un presunto diritto di ciascuno, alla cultura e di converso alla apertura mentale (non si vive di solo pane, nè di sola socialità) Questo mi aveva demoralizzato ieri. Oggi la botta finale. Carmen Consoli. Dico, Carmen Consoli. Non parliamo di una 20enne magrissima e platinata che fa foto sorridendo sotto chili di trucco. Parliamo di una cantautrice. Una che è stata paragonata a De André. E Carmen Consoli cosa dice? Che il problema è questa "scala di valori verticale", per cui sei qualcuno se occupi una posizione. Certo, il mondo è bianco o nero. Anzi, tutto nero, tranne il faro della gioventù, e non è la gioventù di oggi che fa il domani (sempre e comunque, per altro...perchè la vita umana ha un termine inevitabile) la quale, convincendosi di simili visioni cupe, pessimiste ed antagoniste, non fa altro che operare poi una ripetizione di quello contro cui protestava. Ragazzi, se leggerete...si, voi, tra i 14 ed i 20 anni...vi prego, rispondetemi, e fatemi capire che quelle sono posizioni personalissime che non infervorano i vostri cuoricini ribelli. 29 mars Omnibus, 8 1/2, L'InfedeleSono cosciente che non è pratica diffusa svegliarsi alle 06:30 come sono cosciente che chi lo fa, spesso, è costretto per motivi di lavoro, e quindi non ha tempo da perdere guardando la televisione fino alle 08:45 circa. Non di meno, mi sento di consigliare a tutti almeno un giorno di provare questa esperienza, o meglio di sintonizzarvi negli orari predetti su LA7 e seguire una trasmissione, Omnibus, che offre non solo un tg e una rassegna stampa "super partes", ma anche un ottimo approfondimento (alle 7:50 circa, diretto dalla "giornalista abbronzata", come la ha offensivamente apostrofata un ex ministro della Repubblica, Rula Jebreal) e, soprattutto, lo "spassoso" Trafficando di Enrico Vaime, di cui ammetto di non sapere bene la professione (immagino opinionista o critico sociale) , ma che merita particolare attenzione in virtù non solo della trattazione trasversale di varei tematiche, ma anche di un gusto sarcastico (e aggiungo, finalmente italiano senza essere boccaccesco) e satirico nel senso più raffinato che lo rende fortemente gradevole.
Proseguiamo questo piccolo messaggio promozionale su LA7 in genere, che volendo importa in Italia un modello di "televisione tematica" già iniziato dal MTV (che per altro appartiene allo stesso gruppo) e ampiamanete diffuso oltralpe,spostandoci su una fascia di più facile fruizione, quella dell'immediato dopo cena/prima serata: l'ora che va dalle 20:30 alle 21:30. Questo spazio è occupato dall'Esimio Giuliano Ferrara e dalla sua trasmissione, Otto e Mezzo, che merita un'altra menzione d'onore. Tralasciando lo schieramento politico del direttore/conduttore, che è del tutto ininfluente, per concentrarsi sulla sua più totale fedeltà all'articolo 21 della Costituzione (libertà di manifestazione del proprio pensiero) in tutte le forme: non solo perchè da voce tanto a chi è politically correct quanto a chi non lo è, trattando tutti con estrema educazione e gentilezza (non di meno, non risparmando un'umorismo e delle fracciate raffinate e tipicamente american), am perchè in 4 edizioni del programma non ha mai mancato di farsi affiancare da "esponenti del pensiero opposto": così, all'inizio, Gad Lerner, poi Luca Sofri, Barbara Palombelli e, da ultimo Ritanna Armeni. Personaggi di spicco "dell'altro lato della barricata", cui si aggiungono di sovente personalità della cultura e della politica di tutto rispetto, Tabacci piuttosto che D'Alema, Cacciari piuttosto che Badget Bozzo, Sartori (che basta da solo, essendo imparagonabile ad alcun altro). Concludiamo con la prima serata propriamente intesa, ma solo il Mercoledì, dalle 21:30: L'Infedele di Gad Lerner. La trasmissione si commenta da sola, e sarebbe impossibile definirla in un canone se non un "salotto televisivo" molto fruttifero da un punto di vista intellettuale. Lerner mette sul campo, certamente, una professionalità indiscutibile, oltre ad un gusto particolare nella scelta dei temi che spaziano dall'economia, alla politica, alla filosofia ed infine, all'etica. Insomma, un quadro a tutto tondo dove spesso vengono consigliati testi di non leggera lettura (saggistica e trattatistica, per lo più), ma sempre fecondi per le menti che abbisognano di strumenti per capire la realtà 24 mars La VeritàDedicato a chi leggendolo si stupirà di questo mio intervento, trovandolo affatto ipocrita o forse semplicemente lontano dal mio agire. A voi, solo a voi, prometto coerenza con l'incoerenza, e soggetto nell'oggetto. E' invero molto particolare come si possa assistere ad una costante "mistificazione" (o nella mia tesi, presunta tale) della verità ad opera dei più disparati soggetti, con la tendenziale creazione di un clima di "incertenza" in chi, dei messaggi di questi soggetti, è destinatario. E così non parlo solo della politica, o dei media in genere, ma di qualunque "organismo sociale" costituzionalmente inteso, dalla famiglia al branco.
Partiamo da un dato: nella teoria filosofica, tutti si divertono a parlare di "verità" fino alla secondà metà dell'Ottocento, quando tale tedesco di cognome Nietzche sparacchia sulla ottusità dei suoi predecessori e con tecnica innovativa e "demistificante" smonta ogni precedente costruzione, logica anche nelle sue versioni più irrazionali (il "credo" cristiano piuttosto che marxiano);
Aggiungiamo a questo dato che la risposta al pensiero di Nietzche non è, come sospetto lui auspicasse anche nei giorni di maggiore pazzia, una "nuova riflessione" che facesse di lui lo Zarathustra dell'Oltreuomo (non sapendo il tedesco, evito di scrivere in maniera scorretta), ma bensì una regressione al kantismo prima, al hegelismo poi (gli esistenzialisti, per Giove Capitolino, lasciamoli a cruciarsi nella loro depressione per ora), filosofie entrambe ben elaborate, pregevoli e sicuramente importanti per la nostra società, ma ormai corrose dall'epoca e dalla "dinamite" nietzchiana. Ma gli uomini, animali affatto strani per la loro cocciutaggine, tornarono a battere lì cercando un punto di riferimento, cercando il Nord che gli era stato sottratto.
Così, con corsi e ricorsi storici, interrotti solo in parte dai conflitti mondiali (sia nel 1914-1919, che nel 1939-1945 non sono pubblicate nuove opere filosofiche...chissà perchè) si arriva ai giorni nostri, e si ripropone il problema: stante il sostrato certo, "oggettivo", che tutta la società condivide (per vocazione cristiana, o fede marxiana, o addirittura semplice lavoro mentale personale), nessuno, niente, nulla ha una valenza "vera".
I Numeri? Devono essere interpretati.
Gli Eventi? Vanno letti nella giusta maniera
Le Parole? Hanno un significato psico-sociologico che deve essere analizzato e non è condiviso
L'uomo si trova di nuovo senza "verità". La società senza guida. La cultura senza idee. Tutto Post-moderno, eppure così "vecchio".
A poco servono gli appelli al male del relativismo, poichè essi stessi sono espressione del Relativismo stesso (ed infondo, l'assolutismo, l'oggettività, cosa sono se non costruzioni del relativismo e del soggettivismo? Come l'ordine dal caos, li crea la mente umana). A poco serve piangersi addosso, proporre soluzioni su vecchie strade, tentare il consenso in tutto e per tutto evitando lo scottante argomento del "Bene, è finita una fase, c'è chi lo aveva già detto e siamo stati sordi. Ascoltiamolo ora! Progrediamo!". E questo vale in qualunque campo, politico, sociale, economico, perfino emotivo-psicologico.
Serve un nuovo Prometeo che si liberi dalle catene, non un eroico Achille che ben conscio della sua prossima fine si getti in battaglia. 21 mars Quante cose...Di ritorno da uno stupendo fine settimana a Treviso, mi ritrovo di nuovo ad avere centinaia di cose di cui dire, parlare, scrivere e commentare. Un vero cruccio, quello di non voler vessar troppo l'occasionale lettore. Orsù, iniziamo Prodi et Audaci, verso la trattazione.
Potrei parlare della CEI, di Ruini e del prossimo nuovo corso che -necessariamente- seguirà alla sua decadenza, un prospettabile futuro di Martino in luogo del ben noto Cardinale; potrei parlare dele reazioni, sia della CdL che dell'Unione e partiti affiliati, sottolineando l'indignazione compita di Boselli, più che quella ciarliera di Capezzone o fondata della Bonino. Ma non lo farò, il"clericalismo" non è demodé, ma continuo a pensare sia un tema marginale. "Libera Chiesa in Libero Stato" significa anche tutela del diritto di espressione della prima, mantenendo l'autonomia del secondo, e la CEI non ha fatto nulla se non ribadire temi che, agli occhi di tutti, sono da anni i suoi capisaldi (mi meraviglierei di sentire un curato, un ordinatus in sacris, elogiare il suicidio stoico, o qualsivoglia forma di soppressione della vita, nell'epoca moderna).
Potrei parlare delle "elezioni" in Bielorussia, di Lukashenko, delle probabili sanzioni UE, della permanenza dell'ultima grande dittatura Europea al di là di qualsivoglia tentativo non armato di scalzarla. Ma non lo farò, richiederebbe una ampia trattazione storica e geopolitica, che non si adatta a questa sede nè alle mie specifiche competenze.
Potrei parlare del nuovo processo avviato dalla procura di Milano, avente come capo d'imputazione "manifestazione fascista" per il corteo non censurato dalla questura che, ben notamente, ha portato ad una eccessiva risposta dei Centri Sociali (o meglio, di facinorosi che si dichiaravano membri dei centri sociali). Ma non lo farò, sarebbe mettere il dito in una piaga aperta, quella dell'incomunicabilità tra questura (organo preposto ad autorizzare, o meglio vietare gli esercizi del diritto di manifestazione ex art 17 cost.) e tribunale, che porta a delle paradossali risposte ex post ad eventi che si potevano evitare o limitare ex ante.
Potrei parlare del nuovo corso della Confindustria. Delle dimissioni di Della Valle, del probabile boomerang che esse saranno rispetto a uno dei pochissimi grandi imprenditori italiani esenti da debiti. Ma non lo farò, trattare questo tema spetta agli economisti e agli "opinionisti" della CdL, che già ravvisano una ammissione di colpa in un gesto di risposta ad offese ben chiare.
Oppure, potrei parlare di Sabato, dell'improvvisa guarigione (direi quasi una dote taumaturgica che il Corpo del Re trasuda) e interpretazione dell'Indignato Martire a Vicenza, di come il Presidente Berlusconi abbia ecceduto forse il segno dell'educazione stessa, ma pare con risultati "efficaci" nel consilidamento della propria base elettorale. Ma non lo farò, la notizia è calda e voglio raccogliere l'invito di Fassino e Prodi a non essere trascinati in questa rete dall'Istrionico Combattente (questo gli va riconosciuto, non si da per sconfitto).
Piuttosto, rivolgerò la mia attenzione ad un quotidiano. Si, un quotidiano d'opinione, quelli che qui, volgarmente, vengono detti "8-pagine" scarne e relativamente "costose" rispetto alle testate nazionali. E di questo quotidiano, accennerò appena ad un articolo del Direttore, persona che gode amplissimamente della mia stima, come chi mi conosce sa, ma che non cito, per riverenza sincera. Questo Esimio del Giornalismo Italiano (e badate, il sarcasmo ora non è "nelle mie corde") ha scritto che lo show di sabato gli è piaciuto, non per l'improvviso balzo felino del Presidente del CdM, ma perchè esso serve a eliminare la noia di una campagna elettorale "ingessata". Ciò che l'Esimio dice ha fatto infervorare altri opinionisti, qualcuno ha anche gridato, con citazione scorretta, "O Tempora O Mori" (correttamente, "O Tempora O Mores", da Cicerone); ciò che l'Esimio dice è cosa non nuova, che egli ha sempre propugnato e che rappresenta, come è giusto che sia, una sua opinione.
Ma tralasciando l'opportunità della affermazione, è bene notare come un uomo di parte, ma di certo non stupido, abbia colto una realtà precisa dell'Italia. Sentendo il potenziale elettorato di ambo le parti (e la mia famiglia lo rappresenta, non pensate...posso "vantare", addirittura, degli ascendenti convintamente fascisti), provando sulla pelle nei tempi recenti alcuni elementi, l'ira, lo sconforto, l'indignazione e il disgusto ingenerati da sabato in poi per quanto detto o fatto dal Presidente del CdM ha"risvegliato" l'Italia. L'ultimo periodo di campagna elettorale rischiava sinceramente di "rafforzare i propositi di indecisione" di certi individui, per la eccessiva calma, serenità, compostezza del tutto. Del politically correct forum di Confindustria non si sarebbe saputo quasi nulla, perchè non fa notiza, non scalda gli animi, non porta le persone a parlare. Sarebbe stato vissuto dalle casalinghe, dai pensionati e persino dai giovani come un evento elitario, dotato di scarso interesse piuttosto che il telefilm o il locale del caso. Ed invece, questo unghiata (e di nuovo, non entro nell'opportunità o nel merito della questione) ha risvegliato qualcuno, da entrambe le parti, dando nuova linfa ad un sistema se no destinato ad un astensionismo pesantissimo, che forse, e dico forse, potrà sfatarsi.
Ed allora, non un plauso al Presidente del CdM, che con ben altre intenzioni è intervenuto sabato a Vicenza, ma un plauso all'Esimio, che dimostra capacità ispettive della realtà italiana a molti mancanti |
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